Western Australia - Lezioni di surf
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LEZIONI DI SURF
La mia poltrona è la quarta roccia sulla destra, quella ricoperta da sabbia bianca, in prima fila di fronte all’oceano… Mi ci sono voluti 3 giorni di viaggio, attraverso tre continenti in aereo e 1500 chilometri macchina per raggiungerla...e adesso mi godo il meritato show. L' orchestra naturale del Western Australia sta per dare inizio allo spettacolo. Lo scenario è imponente, splendido, mozzafiato. Alle mie spalle e tutto intorno a me, il terreno è una sabbia chiara che lentamente in lontananza si trasforma in rossa, compatta, solcata dalle crepe causate dalla siccità e dal sole, un luogo decisamente straordinario fatto di arbusti contorti e spinosi che si estendono a perdita d’occhio in ogni direzione, sempre uguali e sempre diversi per migliaia di chilometri a cui l'uomo ha dato il nome di “bush”; |
sono una meraviglia naturale inaspettata ed improvvisa, un regalo, un premio alla mia curiosità.
A tutto questo, davanti a me, fa da contrasto l'azzurro trasparente dell’oceano segnato da cascate bianche sfolgoranti, da rombanti e ripetute valanghe di acqua che, dopo aver attraversato due oceani vengono a infrangersi su queste spiagge. Sono le sinistre più belle che io abbia mai visto! Il rumore del loro chiudersi è continuo, un sottofondo perenne e senza pause e capisco che ha un volume più basso di quanto ci si aspetti perché spinto o respinto dal vento che, caldo, soffia già forte da sud.
Improvviso, dal nulla, nella trasparenza del cavo di una bellissima onda, appare un delfino, giocoso e cosciente di esserlo, la creatura simbolo dei mari e di moltissime culture che vicino ad esso vivono da millenni. |
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Non è di passaggio (oltretutto questo non è il suo habitat più frequente) ma, evidentemente, anche lui non ha resistito davanti ad una sinistra di tale portata…se la sta surfando! Non c’è dubbio: era un bottom con un arial fantastici! …un altro arial…e ancora un altro. Risale il picco senza uno sforzo apparente, semplicemente con eleganza ed armonia inaspettate...sapientemente e naturalmente muove le sue penne di pochi centimetri per cambiare improvvisamente direzione…e un altro bottom, un altro arial…altissimo, ancora un bottom e via dall’onda…doppio forward ancora più alto!!! Lui è il signore incontrastato, il re che domina le onde, la creatura che ti guarda con quegli occhietti ridenti che sembrano dire: “provaci, è facile e divertente!”
Mi sento un piccolo e insignificante umano che mai potrà raggiungere la sua naturalezza, mai potrà surfare con lui |
e come lui, mai potrà essere alla sua altezza. Sempre così, io seduto a bocca aperta con gli occhi sgranati nella speranza che si manifesti ancora e lui lì in mezzo che, quando ne ha voglia, si degna di mostrarsi per qualche secondo per poi sparire tra il bianco della schiuma.
Quando succede, sento una felicità che mi pervade e mi invade, so di essere al posto giusto nel momento giusto, so che sono a Gnaraloo, sono venuto per ritrovare me stesso e per far progredire la mia surfata e forse ho trovato il miglior waver che potessi immaginare. Al primo ne succede un altro, poi un altro ancora...di più, sono quattro, riconto...1...3...5.6.7...sette cazzo, sono sette!, mi stropiccio gli occhi, ancora...riconto ancora eccitato, arrivano gli altri...9...aspetta no sono DIECI...non ci credo, i miei occhi mi stanno ingannando… |
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NO, è vero, dieci delfini corrono nelle onde, giocano, si librano in alto. Sto sognando ad occhi aperti, eppure è vero, il signore delle onde sta dando inizio allo spettacolo , inaspettato, ne desiderato e tanto meno richiesto. Allora esco anche io…
Passo le onde perdendoli di vista…strambo e vado in cerca della mia sinistra… Cominciano a girarmi intorno, ora planando, ora picchiando verso il fondo, sono 5 o 6, si rincorrono, inseguono, sfiorano e sono sempre più vicini...ecco la sinistra buona…loro mi hanno anticipato e sono davanti a me…mi rendo conto che sono a scuola di wave. Sono davanti a me, a pochi metri, continuano a giocare ed a volare ed io ammutolito li ammiro con gli occhi sgranati tentando, con estrema difficoltà, di seguirne la scia…non riuscendoci. Non mi era mai capitato di surfare con i delfini, in mezzo a loro, di sentire l’acqua tagliata dalle loro pinne, di percepire il movimento dei loro occhi, di raccogliere il loro “sbuffo” sulla mia tavola… |
Esco dall’onda, lentamente, e loro continuano le evoluzioni aereo-marine, virate improvvise, planate e picchiate...scendono ancora, adesso sono sotto di me, li guardo dall'alto, incredulo ed inebetito, ma in estasi sensoriale. Dopo aver disceso con loro altre due onde, strambo e riesco…plano veloce verso il largo e sento il vento sulle mie braccia, tra i capelli, sul viso...mi lascio trasportare ed invitare dal vento planando a stecca…mi sento di accompagnarli mentre prendono il largo. Una sensazione di felicità incredibile si impossessa di me...posso toccare la gratitudine verso questo posto irreale della realtà, una tundra infuocata e deserta che si tuffa nell’oceano incantato e le splendide lenzuola di onde interminabili hanno fatto da scenario ad uno degli spettacoli naturali più belli che abbia mai visto ed al mio battesimo del wave estremo.
Oggi sono stato a scuola di onde con sua maestà il delfino. |
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GRAZIE GIULIO!!
La notte di San Lorenzo l’ho passata sdraiato sulla tuga di una barca a vela alla fonda in rada alla Tavolara. Nelle settimane precedenti avevo finito il servizio militare, dato l’ultimo esame all’Università ed ero andato a prenderlo all’aeroporto mio cugino in visita ai parenti italiani. Mi era sembrata una buona idea festeggiare i tre eventi con una crociera in Sardegna considerando anche |
che, dopo ferragosto, sarebbero arrivati a Porto Pollo i miei amici surfisti per l’allora rituale settimana “seria”!! Sdraiato su quella tuga tentavo di spiegare a mio cugino la mia vita, il mio amore per il mare, per le onde, per la solitudine; tentavo di descrivergli il brivido che io provavo a staccare a 25 nodi sulla cresta di un’onda o a scenderla da oltre due metri, cercando di confrontarlo con il suo. |
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Gli parlai anche di quel senso di fastidio che sempre più spesso provavo vivendo una vita che, forse, non era proprio quella che desideravo vivere, sopraffatto da quegli stereotipi tipici della nostra cultura quali il senso del dovere, di responsabilità, di successo, di affermazione… La cosa non era facile perché il suo inglese era peggio del suo italiano!
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Nato e cresciuto a Perth, mio cugino Giulio parlava poco, aveva studiato pochissimo e non era particolarmente intelligente ma, inspiegabilmente, mi disse: “ho capito perfettamente, hai bisogno di venire giù!” E l’ho fatto! A novembre di quello stesso anno ho ricambiato la visita e sono andato a trovare gli zii australiani. |
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Giulio, dopo 24 ore di convenevoli per i suoi, mi ficca sul suo pick-up pieno di attrezzature da surf e li saluta dicendo:”noi andiamo a cercare l’altra metà, ci vediamo tra due settimane!” Scusa Giulio, gli faccio, dove hai detto che andiamo? E lui: In the most beautiful place in the world looking for half the fun of surfing!
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Ho capito subito, in quelle due prime settimane, a cosa si riferiva Giulio con quella espressione ed ormai, dopo 6 volte che sono tornato a Gnaraloo (l’ultima nel 2000 per 2 mesi) sono assolutamente certo avesse ragione nel doverlo fare. Gnaraloo è un posto molto più che spartano.
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La costrizione all’abbandono del superfluo e dell’effimero conduce il tuo corpo, e con lui il tuo spirito, alla scoperta della vera essenza di te uomo.
E’ un’ispezione intima e molto profonda che pacifica gli spiriti irruenti e solidifica quelli più leggeri. |
E’ un battesimo nel vero senso di purificazione e di preparazione all’accoglimento della filosofia delle due metà: ciò che accade prima di fare qualcosa è una gran parte di ciò che rende la cosa piacevole! Come spero la prima parte di questo articolo abbia fatto con la seconda…e la seconda con la prima…
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Testo: Riccardo Chiorb
Editing: Stefano Karmacoma Un ringraziamento speciale ad Alessio e a Willynilly per le immagini dell'Australia
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