Marsa Matrouh

Scritto da Daniele Katapult Conciatori.

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Quanti di voi conoscono Marsa Matrouh e la baia di Al Maza?... Quasi nessuno immagino, e neanche io prima della mia vacanza conoscevo questo splendido posto sulla costa mediterranea dell'Egitto.
Una premessa è doverosa: se vi aspettate un report di onde logo high, vento superiore a trenta nodi e star del mondo del windsurf che chiudono manovre no hand no foot sorridendovi beh non perdete tempo e andate a comprare funboard.  Questo è il racconto di un bel viaggio in cui il windsurf è sicuramente una parte importante ma non fondamentale.
Marsa matrouh che in arabo significa "porto lontano" è l'ultima città dell'Egitto di una certa importanza prima del confine con la Libia, a circa 250 Km da Alessandria e a 400 Km dal Cairo; è meta di villeggiatura fin dall'antichità. Qui, infatti, si fermò Alessandro Magno prima di attraversare il deserto alla volta del tempio del Dio Amon - corrispondente all'Apollo greco- nell'oasi di Siwa che si trova a 300 km a sud nel deserto libico, dal cui oracolo trasse gli auspici che lo portarono alla conquista

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Antonio e Cleopatra sfuggivano al caldo estivo su queste rive, fatto testimoniato da alcune iscrizioni che indicano persino la spiaggia frequentata dalla celeberrima coppia. I romani chiamavano questo porto Praetonium che fu usato anche in epoca Bizantina.

Nella storia recente a Marsa Matrouh era piazzato il comando delle forze Italo- tedesche ed è ancora visitabile il bunker del feldmaresciallo Rommel, la volpe del deserto che da qui dirigeva le operazioni militari. La zona fu teatro di combattimenti durissimi culminati poi con la famosissima battaglia di El Alamein (distante un centinaio di Km) dove le forze armate italiane diedero prova di grande eroismo combattendo in ragione di 6 a 1 gli inglesi, la battaglia fu fondamentale per gli esiti della II guerra mondiale e proprio li sorge il museo ricco di reperti e, tra gli altri, il Sacrario Militare Italiano che raccoglie le spoglie di quanti vi perirono.

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Le strutture ricettive nella Baia di Al Maza, a 45 min da Marsa Matrouh consistono in tre alberghi tutti della catena Jaz e sono molto belli e ben organizzati. Io ho soggiornato al Jaz Oriental Resort gestito dalla Veratour e caratterizzato da un ottimo servizio, ottima cucina con chef italiano e un'animazione presente ma non ossessiva.
L'albergo è sul mare, ha una piscina olimpionica più una per i bambini ed è dotato di palestra, sauna, bagno turco e idromassaggio. Ideale dopo le uscite in windsurf o le fatiche delle escursioni. Ottimo il beach bar in formula all inclusive ;)
La spiaggia è attrezzata con canoe campi da beach volley bocce e beach tennis e il mare è a dir poco stupefacente se si pensa che siamo nel mediterraneo.

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Senza titolo11.pngA circa 300 metri dal Jaz Oriental si trova il centro surf di Vasco Renna aperto nel maggio scorso. E' dotato di attrezzature 2010 con tavole Fanatic e vele Gaastra. Un piccolo scoop per WSR dal prossimo anno ci saranno anche i Sup, come mi ha anticipato lo stesso Vasco Renna che ha fatto una capatina lì. Era una giornata di vento buono e non si è fatto sfuggire un paio di orette in acqua. Mitico!
Lo staff del centro è composto di persone molto simpatiche e disponibili con cui è stato piacevolissimo trattenersi da chiacchierare dopo l'uscita, e tra una battuta e l'altra non hanno lesinato qualche buon consiglio. E' possibile anche fare corsi di vela con barchette RS Q'BA e RS TERA e Kite... per chi non resiste al fascino della busta.

Senza titolo10.pngWindsurfisticamente parlando non credo si possa parlare di top spot comunque e ben ventilato. Soffia da NW in direzione side /side on con 10 nodi di base, sempre; dalle otto di mattina a tarda sera. Nel primo pomeriggio aumenta d'intensità (12/13). Ci sono state diverse giornate sui 16 nodi e qualche volta era da 5.3 ma purtroppo ero in giro nel deserto. In tutto ho fatto una decina di uscite su 15 giorni di vacanza, di cui sei plananti con vele dalla 6.5 alla 7.5 e tavole sopra i 100lt.
Il fondale è sabbioso e pressoché privo di pericoli tranne che per un tubo dell'impianto di desalinizzazione non segnalato, è adagiato sul fondo a circa 40 mt dalla riva. L'acqua è choppata con ondina sul lato sottovento di fronte al centro surf, mentre con due bordi di bolina si arriva nel lato chiuso dove l'acqua o piatta, ideale per imparare o provare l'Helitack per chi è pippaccia come me.... Appena superata la lingua di terra che chiude la baia, c'è una secca e mi diceva Ivan, uno degli istruttori, che con vento forte si forma una bella onda formata surfabile... L'unica cosa non proprio ottimale, a parte la manciata di nodi che mancano per andare bei pieni, è che il centro surf è posto molto sottovento e rende difficile l'uscita a chi non è espertissimo e un po' palloso risalire di bolina. Ci vogliono in tutto una decina di minuti a risalire fino alla secca.

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Sottovento invece non c'è nulla ma proprio nulla, il deserto...basta fare attenzione a qualche scoglio affiorante 250 mt dopo il centro surf, sono visibili perché fanno schiuma e il mare cambia colore.

Un posto ideale per chi vuole, a tre ore di aereo da Roma, coniugare windsurf, spiaggia, riposo ed escursioni molto interessanti. Chi dunque con moglie e prole o fidanzata non praticante si trova spesso di fronte al dilemma vacanziero che attanaglia tutti noi può considerare Marsa Matrouh nei suoi piani.
Per l'oasi di Siwa ci vorrebbe un altro report e altre foto ma sarebbe un altro sito.......

Ciao a tutti.

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