Sardegna - Chia 2006

Scritto da Il Vikingo.

Emozionato, richiamo il Paoletto che mi comunica di aver già preso i biglietti del traghetto per venerdì sera e di aver prenotato un residence da paura a S.Margherita di Pula distante poco meno di dieci km da Baia Chia,in assoluto uno dei migliori spot surfistici della Sardegna. La chiamata a questo punto non ammetteva più repliche, si doveva andare e basta !!!!!
Decidiamo di caricare la macchina la sera stessa e di partire l’indomani direttamente dal mio ufficio, poiché causa inderogabili appuntamenti di lavoro, non era possibile fare altrimenti.
Partenza ore 18.30 di venerdì 21 da Civitavecchia ed arrivo ad Arbatax alle 5.30 del giorno dopo e da lì circa due ore di auto per arrivare a Cagliari, passando attraverso gli incantevoli paesaggi della Barbagia per poi giungere poi a Pula, dopo ricca colazione al porto a base di cappuccino e gustosissimi cannoli alla crema.

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Appena arrivati, decidiamo di fare un salto a Baia Chia per valutare le condizioni di vento e onda. Trattasi di un’ampia baia, non immensa, delimitata alle due estremità da imponenti massicci scogliosi, e alle cui spalle si srotolano alte bianche dune sabbiose circondate da macchia mediterranea dalla natura pressochè incontaminata. La sabbia è di un colore bianchissimo e l’accesso alla spiaggia, assai lunga, è piuttosto agevole. L’acqua è azzurra e cristallina e le onde spesso sono talmente trasparenti che è possibile vederci attraverso. Un Paradiso in mezzo al Mediterraneo!!!!!
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In quella giornata di sabato purtroppo il vento era poco e rafficato e l’onda incominciava a formarsi, per cui optiamo per una uscita a Turredda, dove una grossa insenatura forma una baia con acqua piatta molto simile a Talamone ma assai più piccola, situata a 4 km più a sud di Chia. Ci spariamo un paio d’ore di freestyle con 5.7 e 90 lt con un Paoletto a tutto spock. Domenica iniziano le danze con 2,5 mt onda e vento di levante sui 20 nodi in costante intensificazione che ci ha trattenuti in acqua per 6 ore filate con vele da 5.0 mt e tavole da 90 lt. Lunedì il vento era nucleare e i set delle onde raggiungevano i 3 mt, tanto da costringere il sottoscritto ad armare fin da subito la sua Neil Pryde Search 4.0 mt, firmata Bjorn e il Cult RRD 68 lt , mentre Paoletto montava la sua 4.2 Simmer nuova di pacca col RRD XXS 62 lt !!!!
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Naturalmente la session wave è stata spettacolare ma decisamente impegnativa con bottom da antologia e cut back radicalissimi, il tutto condito da saltoni, forward, table top e back loops sparati ad altezze siderali, e non esagero. Purtroppo nella stessa giornata si è registrato un incidente, all’apparenza anche  piuttosto grave, occorso ad un surfista tedesco, il quale avvicinatosi troppo agli scogli è stato risucchiato dalla forte risacca e, trascinato per diversi metri, ha finito per sbattere violentemente il capo su una delle rocce affioranti, procurandosi una profonda ferita. E’ dovuta intervenire la Eliambulanza. Ora tralasciando gli inutili commenti da parte di qualche imbecille lì presente, è opportuno ricordare a tutti gli appassionati le più ovvie regole di sicurezza e prevenzione, non da ultima il monitoraggio delle condizioni e dello spot,  soprattutto se non lo si conosce.

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I tre giorni seguenti ci hanno regalato ancora vento oltre i 20 nodi e onde sui 2 mt circa,  ma l’ultimo merita una particolare menzione, considerata la straordinaria condizione che si era venuta a creare : onda di 2,5 mt da levante e vento di ponente sui 18-20 nodi perfettamente side off che levigava geometricamente l’ incavo della stessa !!! Risultato: super bottom, cut back a ripetizione ed aerial off the lip per il Paoletto che martellava gli ondoni come un fabbro con il suo RRD Hard Core XS 74 lt, e complimentoni al Vikingo per le ottime riprese, ahimè in questa imperdibile occasione non protagonista in quanto dilaniato dalle piaghe alla mano !!!!

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Va sottolineata, ripeto, la condizione di quei giorni, tanto unica quanto superlativa, testimoniata peraltro dalla presenza di molti forti Waver del Lazio quali Andrea Rosati, Vitale, Gasperini ed altri, nonché del bravo local Matteo Spanu, che si sono dati battaglia per tutta la settimana.
Sono al termine del mio report e mi auguro, attraverso questa mia breve ma intensa esperienza, di aver fornito utili indicazioni a chiunque voglia intraprendere un viaggio surfistico in terra sarda. Del resto, scommetto che c’è già qualcuno pronto a salpare col prossimo traghetto…………
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Aloha!!!!!! The Viking
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