Andrea Baldini: non solo speed

Scritto da Giorgio Melli.

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La fragranza celtica dell’Irlanda si respira ancora nei quotidiani racconti del Principe all’indomani della sua bellissima vittoria di Dungarvan, dove, ricordiamo, ha vinto la Coppa del Mondo di Speed davanti a mostri sacri di questa disciplina. Racconti che talvolta si mischiano tra loro, ma che rispecchiano lo spirito di Andrea, un ragazzo sempre in movimento in cerca di adrenalina per ossigenare il suo organismo, cosi’ come le onde rompono per ossigenare il mare.
In attesa del run perfetto Andrea si diletta affrontando i marosi con lo Stand Up Paddle ed impervi sentieri con la mountain bike, per ritrovare se stesso nella natura piu’ pura e lasciarsi alle spalle il ricordo di una faticosa giornata di lavoro. E’ un personaggio eclettico, brillante, che trasmette emozioni cosi come lui le prova, che racconta le sue imprese non per vanto ma per gioia, che vive le sue passioni dimenticandosi quasi che i risultati raggiunti lo hanno inserito tra le stelle di tutti i tempi del windsurf italiano.
I primi di Febbraio Giorgio Melli lo invita per una colazione di lavoro, ma ancor prima di qualsiasi mossa, con un movimento felino, tira fuori dalla sua giacca un piccolo microfono, lo posiziona sul tavolo, guarda fisso negli occhi il Principe mentre lui accenna un timido sorriso, e gli dice: “campione, adesso parlami!”
Principe: ok lo faro’, sara’ un misto mare-monti….intanto ordino Champagne!

Melli:
…e Champagne sia!
Principe: Come ti accennavo la volta scorsa, lo Stand Up Paddle e la MTB sono due validissimi amici per sfuggire i vizi della città e perdersi nel dolce abbraccio della natura, ma sono sport differenti che andrebbero analizzati singolarmente.

Melli:
Il SUP, dopo essere stato molto discusso, pare invece stia andando alla grande, te quando hai iniziato e perché?
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Principe: Ho cercato di surfare le onde sin da bambino, con i mezzi più rudimentali che c’erano a disposizione, dal materassino alle palanche di legno! Poi quando ho avuto la prima tavola da surf ho capito che per me stava iniziando una nuova era! Tre anni fa, dopo una giornata di Speed al Canale, guardavamo con Antoine Albeau alcune foto di surf e lui mi mostro’ un SUP che aveva nel furgone dicendomi che se lo avessi provato mi ci sarei innamorato. Non mi feci pregare più di tanto e appena arrivato a Roma ne ordinai uno!

Melli:
E quali sono state le tue prime impressioni?
Principe: non molto buone perché la prima volta l’ho provato in una condizione “impropria”, mare attivo e vento: condizioni ideali per fare il record di lividi! Poi pero’ ho cominciato a prenderci il piede e a divertirmi tantissimo.

Melli:
Visto il rapido moltiplicarsi degli appassionati a questo nuovo sport, quali sono i consigli che daresti loro per iniziare?
Principe: Appena comprate la tavola e la pagaia vi consiglio di fare pratica sull’acqua piatta. All’inizio è importante prendere confidenza con il mezzo, trovare il giusto equilibrio e capire come distribuire i pesi. Dopo due o tre uscite remando (ottimo allenamento per gambe e addominali) provate a fare un esercizio molto semplice: un passo indietro e remare solo da una parte per cambiare direzione poi un passo avanti e remare dalla parte contraria per ritornare in andatura. Provare, provare, provare, più si cade più si impara! Questo deve essere il primo approccio col mezzo per poi andare tra le onde, all’inizio possibilmente piccole e senza vento. Una volta fatta esperienza si potra’ cominciare ad affrontare mari piu’ impegnativi e ad utilizzare la pagaia come aiuto alla curva.

Melli:
Ma qual’e’ il senso di questo sport?
Principe: è ritrovarsi in una dimensione antica con dei mezzi moderni, in cui la remata e la surfata diventano complici lasciando pero’ inalterato ognuno il proprio fascino.
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Melli: Il classico due in uno! Fantastico questo antipasto di mare, ma ora parlami di montagna, tua altra grande passione per via del Down Hill che tanto ti affascina.
Principe: la maggior parte delle persone ha un’idea standard della bici, in cui si va in salita o in piano, ma c’è un’altra dimensione: la discesa!!! Si sale col furgone per diversi km e poi ci si butta giù con la bici in percorsi ricchi di curve, salti e ostacoli di varia natura. Divertentissimo!! E’ un ottima ginnastica per gambe, spalle e avambracci e la vibrazione della bici fa lavorare i muscoli ancora meglio! E’ un vero godimento!!! Averci avuto tutti questi giocattoli a 15 anni……. E poi è un fantastico modo per passare una giornata con gli amici!

Melli:
Hai perfettamente ragione, io ho provato il DH a Les 2 Alpes diversi anni fa, credo sia stato una delle emozioni piu’ forti provate nello sport, lo definirei sublime! C’è qualche posto in particolare dove ti piace andare in bici?
Principe : Di solito andavamo a Guarcino (FR), ma adesso insieme al Giudice, Federico, Fabio , Enrico e qualche altro affezionatissimo abbiamo scoperto che a Poggio Bustone, paese del Reatino che ha dato i Natali al grandissimo Lucio Battisti, un nostro vecchio amico, Giuseppe Mastromichele, detto “Fischietto”, ha

aperto uno splendido bike park (www.outdoorsports.it ) in una cornice naturale meravigliosa, dove tutto funziona alla perfezione; sembra il parco giochi delle meraviglie! Se c’è il sole e non c’è vento, ve lo consiglio alla grande, sarà un’esperienza indimenticabile!

Melli: Ti brillano gli occhi, sembri tornato bambino, evviva “Fischietto”!!
Principe: Si, hai colto nel segno, nel Dicembre del 2008 ero in Irlanda per una gara, in un giorno senza vento abbiamo cercato di impiegare il tempo col Paint Ball ed altre diavolerie simili, Bjorn Dunkerbck, la sera in albergo, mi si avvicina e mi dice: “Prince, when the kid comes out is beautiful” ……. i suoi occhi erano sereni e luminosi. Ecco questa è una cosa che ognuno di noi potrebbe cercare di fare, riscoprire il bambino che ha in sé e di tanto in tanto lasciarlo uscire anelando liberi alla gioia! Con queste belle ed emozionanti parole il Principe si allontana dal tavolo, fa qualche passo, si gira, mi saluta avvolto nella sua splendida sciarpa bianca e mi lascia gioiosamente impietrito a riflettere.

Intervista di: Giorgio Melli
Editing: Karmacoma

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