Philip Koster - Il genio precoce
INTERVISTA ESCLUSIVA WSR
Esitare il doppio forward a soli 16 anni e chiuderlo senza neanche bagnarsi le caviglie appartiene a quel genere di cose ritenute impossibili che da sempre l’uomo ha catalogato nella sezione “Futuro”.
Ma se l’uomo si chiama il Philip Koster il futuro è già presente. Il più straordinario talento che il windsurf abbia mai conosciuto sta facendo parlare di se in tutto il mondo, sta incantando vaste platee di spettatori con le sue evoluzioni, sta volando li’ dove nessuno è mai arrivato. E’ il più grande wavejumper del mondo, di oggi, di ieri, di sempre! Lo ha intervistato per noi Paolo Tarlazzi che ha incontrato Philip nella sua terra di origine, Amburgo, e al quale abbiamo chiesto le sue impressioni a caldo. “Sono sicuro che Philip, nel corso di quella che si prospetta una lunghissima e fulgidissima carriera, verrà presto appellato come il Dio di qualcosa: delle onde, del double (hai visto mai del triple!!), del windsurf...
Effettivamente l’immagine che si è andata formando nella mia testa durante il piacevole colloquio con lui è proprio quella di una delle più antiche ed importanti divinità del Pantheon romano: Giano (con uno dei suoi più famosi epiteti) Bifronte. L’irreversibile impoverimento culturale generale, quando non proprio l’ignoranza, hanno erroneamente interpretato la policefalità di Giano in senso dispregiativo come sinonimo di bugiardo, ingannatore, ipocrita, inattendibile. In realtà il mito di Giano è collegato al movimento, alla fluidità, al divenire, allo scorrere, alla “divina” capacità di contenere in un unico essere ed in perfetta armonia il passato, il presente ed il futuro. Philip ha la stesso dono di Giano di far coesistere armoniosamente dentro di se le origini germaniche della sua famiglia con lo spirito latino della terra in cui sta crescendo. Un connubio che gli permette, quando è in mare con un windsurf, di elevarsi ad un livello inarrivabile ai comuni mortali facendolo entrare a pieno titolo, ed a soli sedici anni, ai massimi piani dell’Olimpo del nostro amatissimo sport.” |
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Ciao Philip, a soli sedici anni sei uno dei più forti atleti del PWA. Quali sono state le tappe fondamentali che ti hanno portato fin a qui? Ho iniziato a fare windsurf a soli 8 anni, prima facevo nuoto e sono stato campione delle Canarie della mia categoria. Ho ricevuto una buona educazione da mio padre, mi ha insegnato il rispetto ma non la paura per il mare. Fin da piccolo mi portava con mia sorella a giocare con le onde oppure sott’acqua per imparare a trattenere il fiato, dopo, lui e mia madre ci hanno insegnato anche il windsurf. All’inizio, come per tutti, è stata dura ma alla fine ci siamo riusciti. Ho avuto la fortuna di ottenere il mio primo sponsor a 11 anni, Starboard e Severne e grazie a loro ho potuto partecipare a Pozo alla gara per ragazzi organizzata dal PWA. |
Ma da lì ad entrare nel circuito “senior” non è che sia proprio un passo…immagino avrai dovuto riorganizzare la tua vita? Si certo e adesso la mia vita è esattamente come avrei voluto viverla. Ho dovuto, per forza di cose, lasciare la scuola ma continuerò la mia preparazione culturale con l’ online schooling. Ci sarà qualche sacrificio da fare ma io vivo a 100 metri da Vargas vicino a Vargasbeach (Gran Canaria), ho degli splendidi genitori, degli ottimi sponsor e la consapevolezza cheposso vincere un titolo molto presto, quindi sono felice. |
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Qual è la tua giornata “tipo”? Dipende assolutamente dalle condizioni meteo. Mi sveglio circa alle 9 di mattina, vado alla finestra e controllo…se è buono (e lo è sempre!!!) una piccola colazione e via. Resto circa 3 ore in acqua provando nuove tavole e nuovi trick. Verso mezzogiorno piccola pausa pranzo e poi quando i miei amici arrivano sulla spiaggia surfo ancora con loro facendo soprattutto freestyle e waveriding (che è sicuramente la mia disciplina preferita). Il problema è che non riesco a trovare uno sparring-partner per allenarmi in Slalom e quindi questa è la disciplina che trascuro di più e che pratico solo se non c’è abbastanza vento oppure se è piatto. Se la marea è alta prendo la macchina (ah ah magari…mi accompagna mio padre) e vado a Pozo o a Juan Grande. La sera in genera arrivo cotto e guardo solo un po’ di TV o qualche video. |
Non fai quindi degli allenamenti particolari che richiedono particolari sacrifici? Direi proprio di no . Sicuramente quando esco cerco di imparare nuovi trick e di migliorare quelli che già eseguo, ma vedi, io sono sempre alla ricerca della pura emozione ed è per questo che la cosa che adoro di più è saltare…il più in alto possibile…sempre in cerca del limite. E’ proprio questo il bello del windsurf: la libertà, la potenza della natura, il non sapere quanto in alto salterò e quanto sarà rischioso. Adrenalina ed emozione pura. Io non vedo l’allenamento come un sacrificio. Facendolo non provo nessun senso di stress ma solo divertimento. Adoro stare in acqua e quindi come posso parlare di sacrificio se devo provare qualche nuova figura o stare dentro determinati tempi per imparare qualcosa? Non funziona così: try to flow that is the secret! (ride di gusto!!!). |
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L’onda più alta che hai mai surfato che emozioni ti ha dato? Ho preso la mia più grande onda ad Hookipa (Maui), era circa 6 metri. Mi ha reso forte. Il fatto di averla gestita ha fatto aumentare enormemente l’autostima e il desiderio di surfarne subito una ancora più grande. E quella che non sei riuscito a surfare? Sempre a Maui durante il mio primo viaggio. Avevo 12 anni e non avevo mai visto onde grandi. Appena uscito dall'aeroporto leggo su un poster che ci sarebbe stata una gara organizzata da Naish: la Keiki Windsurf. Il tipo della Starboard di Maui voleva che io partecipassi. Così ho fatto, ma era la prima volta in assoluto che vedevo onde di quelle dimensioni! Sono uscito e ho provato comunque a vincere, come sempre. In realtà sono arrivato ultimo e non è stato affatto divertente. |
Ti sei mai trovato in situazioni in cui hai avuto paura? Quando avevo 11 anni nel sud di Gran Canaria ho cercato di fare un backloop sulla prima onda di un set. Sono caduto e sono stato trascinato dalle altre onde in una piccola grotta sotto un dirupo. C’era molta corrente. Ho dovuto scalare la rupe con mio padre per scappare via da lì. Tu come ti saresti sentito al mio posto? Ad 11 anni il rischio più grosso che ho corso è stato quando ho rotto la catena della bicicletta sulla discesa del garage di casa! Ma meglio parlare di te… come reagisci di fronte la paura, con la ragione o con la fede? (Philip a questa domanda si blocca. Intuisco che sta cercando di dare una risposta ma, tra un balbettio ed un altro, capisco che è in difficoltà. Lo tranquillizzo passando velocemente alla successiva. E' stata colpa mia. Preso dai suoi racconti e dalla matura tranquillità dimostrata fino a quel momento, ho dimenticato per un attimo di avere di fronte un ragazzo di sedici anni |
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Philip, ti prego, parliamo di salti! Vuoi sapere perchè mi piace il doubleloop?? Perchè funziona, perchè è una figata!!!! Sanno bene tutti che il tuo doppio forward è inimitabile, alto, perfetto, veloce, aggressivo, unico al mondo, ma io volevo sapere cosa hai provato sul quel salto fatto a Pozo oltre i 18 metri di altezza che ha sbriciolato il record di Bjorn. Non ho affatto paura dei salti, vorrei andare ancora più alto, ma santo cielo quanto è difficile trovare le rampe giuste e il vento forte per volare in alto! A quelle altezze la concentrazione deve essere massima e non si ha tempo per pensare ad altro, però c’e’ un bel panorama! Dalla competizione cosa cerchi, un riconoscimento collettivo o la conferma dei tuoi valori? Penso entrambi. Mi fa certamente piacere essere riconosciuto, soprattutto se mi riconoscono degli addetti ai lavori a causa del mio stile speciale, ma mi piace anche partecipare all’evoluzione dello sport del windsurf e sapere se le persone pensano che posso farcela. Quali sono windsurfisti che ti piacciono di più? Kali, Boujma e Scott Mc Kercher. |
Come reagisci quando ti chiudono davanti una manovra perfetta? Mi piace vedere qualcuno fare una nuova manovra, perché so quanto ci si sente bene quando la si chiude. Non sono una persona invidiosa. Sono fortemente motivato ad essere un giorno colui che avrà inventato alcune nuove manovre, ma in definitiva siamo un grande gruppo di professionisti e tutti noi abbiamo delle belle idee. Cosa pensi che mi direbbero i tuoi colleghi se gli chiedessi di te? Spero che a loro piaccia il mio stile e che abbiano rispetto di me anche se dovessi andare male a Cabo Verde a causa di condizioni a cui non sono abituato. Ma si dai, penso di stare simpatico più o meno a tutti. E adesso balziamo nel futuro, quali sono le tue ambizioni e quali tra queste credi che siano sogni? I miei obiettivi sono quelli di diventare campione del mondo wave ed essere nella top ten in slalom. Mi piacerebbe shapare delle mie tavole oltre che svilupparle. Voglio vedere nuovi spot, viaggiare e fare progetti come il film che sto facendo adesso con Andre Paskowski e altri 5 rider. Il sogno è quello di avere una mia linea di abbigliamento |
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La tua conoscenza tecnica, unitamente all’esperienza maturata, potrà certamente essere di aiuto a molti per la scelta della tavola wave in funzione del rapporto con il proprio peso ed il proprio livello. Quali sono i tuoi consigli? E’ difficile rispondere, dipende da dove si surfa, con quanta onda e con quanto vento si esce, soprattutto quante volte si esce! Una tavola allround va sempre bene, non troppo tirata. Lascerei da parte i quad (troppo estremi) e mi limiterei ad una single fin, al massimo un twinzer per i più esigenti. C’e’ chi sostiene che il windsurf sia uno sport in via di estinzione a favore del Kite o di altre discipline acquatiche, tu che ne pensi?
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Penso che dovrebbero esserci più gare wave nel PWA per promuovere maggiormente questo sport, ma sono convinto che il windsurf sia in crescita e per questo sto facendo molto lavoro di promozione in TV al fine di raggiungere il maggior numero di appassionati (anche di altre discipline) per avvicinarli al nostro sport. |
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Che mi dici dei tuoi sponsor? I miei sono:: Starboard ( boards ), Neil Pryde ( sals ), Red Bull ( travels, projects ), Dakine, Mercedes Flick Canarias ( a Vito van )Oxbow ( travel, clothes )NPX ( wetsuits ) Chris benz watches ( watches)Maui ultra fins ( fins ) E’ giunto il momento dell’argomento a piacere, prego! Io non sono un grande oratore. La cosa che mi sento di dire è che il nostro sport è così bello che tutti dovrebbero provarlo prima o poi. Tutti dovrebbero provare la sensazione di libertà che il vento e il mare possono trasmettere facendoti sentire capitano della tua nave. Quando ho avuto brutte giornate a scuola mi è bastato uscire in mare per liberare la mente e dimenticare le difficoltà. Voglio approfittare di questo spazio che mi lasci per dire grazie ai miei tifosi e sponsor che credono in me e mi permettono di fare quello che più mi piace. Mi piace leggere le osservazioni dei miei fan su facebook , i loro “in bocca al lupo” o le loro “dritte” tecniche. Se volete aiutarmi a vincere il titolo di Surfer dell'anno, mi fa piacere se mi votate su: www.surf-magazin.de |
Farò di tutto per farti votare dagli italiani. Ma, a proposito di siti, quali sono quelli che frequenti maggiormente? Visito spesso Continentseven, Boardseekersmag e Beachtelegraph ma da oggi, ovviamente, aggiungerò windsurf-roma, veramente bello, sarà tra i miei preferiti. Anzi ti prometto, dopo tutto quello che mi hai raccontato, che farò di tutto per venire la prossima estate al Gran Party del Melli a Sabaudia…. ma è sul mare?! Certo, così ci farai vedere la tua arte tra le onde, e a proposito di onde, adesso inventatene una e surfatela. Immagino un'onda potente e bella come quella di Maui, con il vento dal lato destro side-off…. molto side-off, una 4,2 tirata a morte, la spiaggia sabbiosa, e volare, saltare, ruotare…. per continuare a sognare! Grazie Filippo, ed in bocca la lupo per Capo Verde, tifiamo tutti per te!! Paolo Tarlazzi |
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Rimanere legati all’idea che i migliori windsurfer del mondo siano ancora i soliti nomi, equivale a credere che i rimedi della nonna siano sempre i più efficaci. Non è così, le cose a volte cambiano troppo rapidamente per cui risulta difficile accettarle, ma in questo caso va fatto ed ammettere che Philip è indubbiamente il più forte saltatore di tutti i tempi. Imparare il Push-loop in soli tre giorni e poi eseguirlo subito in maniera dannatamente perfetta ci riporta alla mente il miracolo che Dio fece con Mozart, dandogli la capacità di comporre musica a soli 5 anni. Nel suo piccolo mondo di fanciullo si sono aperte delle porte giganti grazie al suo incredibile talento, alla sua determinazione e alla sua passione che continua ad essere il motore trainante verso il divertimento ed il successo. Philip Koster, un simpaticissimo ragazzo dal sorriso innocente, è il nuovo fenomeno del windsurf mondiale che sta varcando le soglie della propria opera senza lasciare a nessuno idea di cosa sarà capace di fare ancora, se non quella di trasformare ogni suo gesto in nuova opera d’arte. Giorgio Melli Traduzioni ed editing : Karmacoma ©windsurf-roma.it |
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