Freeride e Power Wave!

Scritto da Andrea Cucchi ITA-1.

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Avendo fatto anni di competizione ed avendo uno spirito estremamente agonistico, non ho mai veramente assaggiato lo spirito del freeride nel windsurf.
Mi sono sempre trovato tra le onde a fare wave, o con lo slalom od il formula alla ricerca della parte più esasperata dello sport. In questi ultimi anni, con POINT-7 ho iniziato a fare spesso uscite in Freeride per testare le vele. Ci siamo procurati le tavole da freeride, freeslalom, freewave per poter avere le tavole adatte per testare le vele di questa tipologia.
La prima sensazione? L’estrema semplicità di navigare con un vero sorriso stampato sulla faccia. Una piacevolissima sensazione!
Quando si esce in slalom si ha la sensazione dell’andrenalina che regala la velocità. I muscoli in piena tensione, il fiato a mille.
In formula si ha invece l’ impegno di tenere la tavola su un trim perfetto, la potenza di un velone trasmessa direttamente al surfista. In wave la gioia di sentire la potenza dell’onda e la concentrazione di non sbagliare il timing nella surfata. Una situazione che porta il nostro sport ed uscita, a quasi uno stress per la mente ed il corpo!
Bene, con il freeride ho scoperto che tutto questo e’ quasi inesistente o comunque reso molto più confortevole.
Ma allora qual’e’ la sensazione che regala il freeride? Libertà assoluta! Spesso si assimila la parola freeride alla parola attrezzatura per dilettanti, ma non è assolutamente cosi!
Nello snowboard avevo iniziato con attacchi rigidi e tavole da gara. Poi ad un certo punto mi sono fermato con questo tipo di attrezzatura. Già tutto l’anno in gara col windsurf, anche in snowboard  .....  NO!
Tornavo a casa dopo tutta una giornata di snow, ed alla fine se intorno c’erano le montagne o meno, non me ne accorgevo nemmeno. Allora mi sono preso una tavola lunga da freeride, molto polivalente. Stupenda per la neve fresca, comoda sulla pista, veloce, che mi permettesse di saltare. Tutto in una. A quel punto ho imparato il vero significato della parola freeride!: un’attrezzatura molto polivalente per far godere in pieno comfort lo sport, l’ambiente che ci circonda, e sfruttare in ogni condizione diversa, lo stesso materiale.
Acqua piatta, cioppo, onda, vento forte vento leggero, con il freeride ci si diverte sempre!
Sono uscito la prima volta con della attrezzatura da Freeride in mezzo a degli amici freerider al Garda. Strambate, salti, body drag, garette tra amici, sosta in acqua seduti sulla tavola a spettegolare di qualsiasi cosa. Mi ricorderò sempre che l’ha frase che ho detto e’ stata "ma quanto si sta bene in acqua oggi!"
Rimasi incantato a guardarmi il panorama dall’acqua che le montagne del garda offrono. Finita la surfata ho smontato l’atrezzattura mi sono preso in panino al bar, e tornando a casa, mi sentivo veramente in vacanza. Normalmente invece quando finisco un’uscita in slalom o in wave, torno a casa pensando sempre come cambiare certe cose per poter migliorarmi! Spesso mi chiedono quale delle mie vele mi piace di più.
A primo colpo, dopo le uscite spensierate in freeride, mi viene in mente la Runner! Poi dopo ripensandoci, penso all’uscita in wave con la vela wave, oppure il risultato che la AC-1 ha ottenuto, oppure le volte che con la AC-0 ho superato le vele camberate, e dunque mi si confondono le idee e non so più cosa rispondere. Ma la prima che mi viene in mente e’ sempre la vela freeride! Quali sono le misure da freeride ideali?
Normalmente per le vele si parla di vele che partono dai 5m agli 8.
Le vele sono molto potenti rispetto alle altre tipologie di vele. Aiutano a planare prestissimo. Ad esempio una 7.2 freeride può essere paragonata ad una vela da 9.0 con i camber. Con una 5.8 si plana sotto i 15 nodi. Le tavole variano dai 95 litri fino a tavole da 140 litri.
Ecco una tabella per la combinazioni giuste combinando la condizione del vento e del surfista.
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L’ultima moda nel freeride?
E’ il Power Wave, o meglio conosciuto come il Freewave! Se qualche mese fa, avevamo ripetuto l’introduzione di ciò che abbiamo constatato essere oggi una realtà con il power slalom, ecco la risposta per chi oggi cerca l’alternativa semplice del freestyle.
Un paio di anni fà, avevamo intuito che il freestyle sarebbe diventato molto radicale ed impegnativo per un livello surfistico medio. Vedevo sempre più gente avvicinarsi al freestyle, ma anche sempre molte facce deluse dal fatto che il sognare di poter concludere una manovra moderna di freestyle, non riusciva ad avverarsi! Non per colpa delle proprie capacità ma proprio per l’esasperazione radicale di esprimere le manovre nel nostro sport. Non per niente l’agilità dei ragazzi sotto i 20 anni fanno da vincitori nella disciplina.
Parlando a lungo con il nostro sail designer Peter Munzlinger, eravamo arrivati alla conclusione, che ci sarebbe stato un ritorno al passato. Dunque la voglia di planare con una vela intorno ai 5.8, 5.2 con un po’ di potenza e manovrare con decisione e velocità le manovre storiche. Le duck tack, duckjybe , body drag interminabili, salti ad una mano prendendo la pinna o il bordo della tavola, 360° a 300km\h, aerial jybe, e per i più radicali i forward.
Allo stesso tempo un po’ di surfata d’onda dove le condizioni lo avrebbero permesso. Quest’inverno parlando con più negozianti, e’ saltato fuori infatti la parola freewave.
Tirando fuori la Runner 5.8 e 5.2 con scritto Freewave ci rimasero troppo sorpresi: una vela freeride sotto i 6.0 metri con tendenza al wave. Dunque non solo garantire una vela polivalente per il piacere della planata, ma con una caratteristica ‘move e manovriera’ per queste classiche manovre.
Un vero 4x4 moderno, polivalente.
Freeride, lo sinergia positiva tra il divertimento e la prestazione in tutte le situazioni!

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