Scegliere la vela nuova

Scritto da Andrea Cucchi ITA-1.

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Si prende in mano un catalogo di vele e si trovano una decina di modelli una in fianco all’altra. Tutti con nomi diversi, spiegazioni che ci fanno sognare, misure da corso di matematica, range di utilizzo con specifiche inglesi e supertecniche. Ma per chi ha iniziato da poco a fare windsurf, tutto questo è puro ARABO. Side Shore, Onshore, Freewave, ProAm, Sport Racer, Slalom, Racing, Free Slalom, Freeride, Light Freeride… Ogni azienda utilizza le raffinatezze più svariate nel presentare il nome e la tipologia dei propri prodotti.
Ma come si fa a scegliere la vela giusta in mezzo a troppe spiegazioni tanto concentrate e tecniche?
Sicuramente la prima cosa da fare è quella di analizzare le proprie necessità:
  • Il nostro livello surfistico: troppo spesso crediamo di essere dei surfisti più radicali di quello che siamo in realtà e per moda, o per non sfigurare con un prodotto più sportivo e meno professionista, preferiamo una scelta più tecnica per fare bella figura.
  • Quali sono gli spot che frequentiamo: Si è vero che forse 2 volte l’anno ci sono 4 metri d’onda e 25 nodi, ma il resto dei giorni?
  • La nostra tavola, è compatibile con la tipologia di vela?
  • Non è che il nostro amico o venditore si approfitta di noi per venderci qualcosa di cui si vuole liberare a tutti i costi?
Partiamo da un concetto di base. Nel ciclismo si ha la possibilità di andare in un supermercato e comprarsi una bicicletta da 80 euro e sarà un’opzione ideale per andare nel parco a fare una passeggiata con la famiglia. Oppure andare in un negozio di ciclismo e spendere 10mila euro per una bici da corsa per fare il giro d’Italia e vincere.
Le qualità delle 2 bici sono molto diverse ed anche le prestazioni.
Purtroppo in questo momento il windsurf non ha praticanti che comprano un prodotto paragonabile a una bici da 80 euro. Qualsiasi windsurfista ha dell’ottimo materiale in termine di prestazioni e qualità.
80 euro di bici potrebbero essere paragonate ad una tavola di plastica, armata con un rig semplicissimo. Un’attrezzatura che potrebbe rimanere armata in qualsiasi lido per tutto l’anno, pronta all’uso, per permettere a qualsiasi bagnante di farsi un giro di un’ora senza planare. Un’opzione da pedalò da mare, un’opzione da una pedalata tranquilla per il parco. Certo non è un’attrezzatura da planata, ma anche una bici da 80 euro se lanciata giù per un sentiero perde i pezzi!
Poter avere un concetto di windsurf di questo genere, sarebbe un’ottima promozione per aumentare i praticanti del nostro sport, visto che adesso è solo visto come sport radicale e quasi irraggiungibile. È come se da domani si vedessero solo filmati di Mountain Bike Downhill dove la gente scende per percorsi impossibili a velocità folli, con ogni tanto immagini di qualche bello schianto contro un albero… chi andrebbe più in bici se questa fosse l’unica opzione ... (specialmente con un prezzo di 1-2000 euro per l’attrezzo).
Nel windsurf questo non esiste. La qualità di una vela da principiante ed una vela da professionista è esattamente identica! Spesso i materiali sono uguali, cambia dunque solo il taglio. Naturalmente i rinforzi e tipi di materiali cambiano in base ai marchi, ma bene o male una vela meno tecnica di un’azienda, usa lo stesso materiale di una vela più tecnica.
Questo discorso è una semplice spiegazione per dire che non bisogna assolutamente pensare, che se si spende meno nella gamma della stessa veleria, è perché il prodotto è più scadente. È solo un prodotto che ha bisogno di meno ore di sviluppo e ricerca in quanto rimane un prodotto più semplice da realizzare. Dunque comprare una vela per del puro divertimento freeride, non è come comprare la bici da 80 euro, ma è solo una scelta più giusta, se è questo il tipo di vela più adatta alle nostre esigenze.
Se riusciamo a mettere da parte l’orgoglio surfistico che un più o meno tutti noi abbiamo dentro, ci aiuteremo a scegliere esattamente un prodotto della tipologia più adatta alle nostre esigenze.
Esistono tantissime discipline nel windsurf, perché ognuno di noi ha delle preferenze e arte nel praticarlo.

Freeride: e' la semplice navigazione. Materiale tecnico studiato appositamente per far divertire con le andature e le manovre base del windsurf. Virate, Strambate, Salti, Duck Jibe, Bodydrag, Helicopter Tack, Forward. È un’attrezzatura che permette di essere veloce sull’acqua ed allo stesso tempo compiere anche delle manovre abbastanza radicali. L’attrezzatura più polivalente nel windsurf. Non l’attrezzatura da principianti come molti pensano! Tutt’altro! Ha solo una facilità d’uso incredibile per poter svolgere in pieno comfort tutto ciò!
Aprendo il catalogo esistono più vele da freeride. Normalmente c’è una gamma meno tecnica che definiamo freeride, e poi tutta una serie di freeride più specifici. Freewave, Free Slalom. Dopo andremo a scoprire le differenze.

Slalom: Se con il freeride ci divertiamo a fare bordi veloci avanti indietro, con lo slalom lo facciamo ad una velocità più alta. L’adrenalina è maggiore, ma la facilità del materiale e il controllo diminuiscono.
Con un livello tecnico migliore, si riesce a mettere a punto l’attrezzatura per poter aver un ottimo controllo e sfruttare il massimo del potenziale dell’attrezzatura. Se non si è molto tecnici, è probabile che si riesca ad essere più veloce su attrezzatura freeride che su quella da slalom assettata male. La manovrabilità con lo slalom si riduce molto. Le vele non permettono agilità nelle manovre e dunque a parte qualche salto lungo, altro è meglio non farlo. Le strambate e virate diventano più impegnative per l’outline maggiormente orientata alla velocità.
Anche qui esistono varie tipologie di vele. Si parte dalle vele Freeslalom (dunque freeride orientata allo slalom) a delle vele da slalom senza camber, a vele da slalom più sportive con 2 camber, a vele da slalom da competizioni con tasche d’albero più profilate ed anche 4 camber.

Wave: Se abitiamo in zone molto ondose e ventose, l’attrezzatura wave è una necessità. Spesso l’attrezzatura wave non è acquistata esclusivamente per surfare le onde, ma perché regala molta comodità in andatura in condizioni molto impegnative. Infatti, quando il vento è da 4.7, è più facile vedere la maggior parte dei windsurfisti in acqua con vele wave anche nei laghi, piuttosto che freeride o slalom. Sono i surfisti più tecnici che portano queste vele in maniera sempre più radicale sulle onde vere.
Sono vele che permettono di manovrare velocemente, compiere manovre aeree spettacolari e radicali. Anche qui esistono più tipologie di vele. Dalle Onshore, Sideshore, Freewave ed infine la vela Freestyle.

Il problema più grande è che durante l’acquisto, ci si mette in testa di essere Dunkerbeck nello slalom o Polakow nel wave! Oppure per non sentirsi sminuiti si comprano attrezzature più tecniche di quanto si ha bisogno. Come spiegavo prima, tutte le tipologie di vele hanno le stesse qualità di costruzione in una gamma.
Ad esempio: Se compriamo un’Audi R8 è sicuramente una macchina sportiva e lussuosa. Se compriamo sempre dell’Audi una A8, non scendiamo sicuramente di qualità, ma offre prestazioni semplicemente diverse. Quando ad esempio esco con una vela Free Slalom, o una vela da Slalom con 4 camber da competizione, ho dei vantaggi con entrambe le vele. Si tratta solo di capire quale tipologia di vela si addice di più al mio livello e per ciò che m’interessa fare.
Quando faccio i test delle vele da freeride, che spesso sono viste come vele da principiante, è invece il momento che ho una vela in mano che mi permette di planare in piena spensieratezza e relax.
Le condizioni sono semplici, le manovre vengono facili, ed il divertimento è unico. È come essere veramente in vacanza!
Dunque cerchiamo di capire esattamente come sono suddivise le varie tipologie di vele:

Vele Wave rid.png Wave on-shore
Frequentiamo uno spot di onda dove il vento soffia dal mare. È la vela più indicata per le nostre condizioni da wave in Italia. Sono molto stabili ed hanno una potenza utile per le nostre condizioni. È la vela che si addice al 90% dei waver italiani. Infatti, in POINT-7 l’abbiamo pensata e testata moltissimo, e solo nel secondo anno l’abbiamo introdotta sul mercato.
Questo per dare un prodotto superiore per le nostre condizioni. L’abbiamo chiamata SADO!
Dunque, a meno che le condizioni non siano veramente hawaiane, meglio puntare su una vela del genere.

Wave side-shore
Queste vele sono molto più neutrali, generalmente meno plananti, ma permettono una surfata dell’onda più radicale, quando il vento soffia parallelamente all’onda o proviene anche da terra rispetto a essa.
È una vela per spot più radicali ed adatta a surfisti più tecnicamente avanzati. Per sentire la vera tecnologia in questa vela bisogna portare la tavola veramente a sbattere in surfata sulla cresta dell’onda.
Non è ciò che si cerca per andare avanti indietro in mezzo alle onde. Per queste due vele naturalmente l’utilizzo è ristretto a tavole wave.

Freewave
Vela freeride rid.pngÈ una vela soprattutto da freeride, e poi da wave. Il taglio dell’outline è molto wave, ed anche la disposizione delle stecche. È una vela che permette la navigazione divertente con tavole sia wave, freewave, che freeride. È molto polivalente. È una vela wave concepita per condizioni meno radicali.
Si possono fare manovre di qualsiasi tipo. Sta più nella bravura del surfista. È una vela anche veloce e molto comoda in andatura. L’anima è freeride, ma con un profumo di wave per dedicare la vela a chi vuole anche sperimentare le prime surfate sull’onda.
Normalmente sono vele che hanno più potenza, e dunque, con poco vento si plana con misure piccole in mano. È una vela che è sicuramente tra le più vendute in POINT-7, la Runner. La 5.8 è una misura che permette di planare in pochissimo vento e divertirsi un mondo. È molto polivalente sia sul bordo dritto, che in qualche scaduta di 3m che mi ha permesso di surfare spesso al Capo ( Oristano).

Freeride
Volete divertirvi senza ambizioni di essere né i più veloci, né i più radicali, questa è la vela per voi.
Niente pensieri, solo il piacere di godersi la giornata planando, eseguendo qua e là qualche manovrina classica e semplice. Potete montare queste vele su qualsiasi tavola.
Certo su una tavola da gara potrebbe sembrare ridicolo, ma comunque perché no!
Quest’anno per rendere le cose ancora più semplici abbiamo fatto molto lavoro sulla Strike. Non è stato semplice lo sviluppo, perché abbiamo sviluppato una vela che funzionasse su un albero di una sola lunghezza: un 430.
La difficoltà era nel poter dare ad ogni misura di vela la rigidità giusta. Ma il risultato è stato ottimo. Per la stagione freeride (a marzo sarà dunque disponibile).

Freeslalom
Se non avete ambizione di fare neanche le manovre fuori dello schema di virata e strambata, si possono trovare vele freeride più veloci. Normalmente hanno una stecca in più e profili diversi. La cosa bella di queste vele, è la facilità d’uso abbinata a prestazioni di velocità.
La nostra Runner Slalom ha vinto i test sulla rivista tedesca Surf Magazin. Adesso non vediamo l’ora che usciranno i test anche delle nostre altre vele. Le tavole ideali sono i freeride o freeslalom.
Slalom Sportive
Vele Slalom Sportive rid.png Esistono 2 modelli, le 2 CAM e le no cam. La scelta tra le 2 vele è molto semplice. Se volete passare per la prima volta allo slalom ed avere dunque una vela più semplice e pratica la no cam è la scelta giusta senza nessun dubbio. Facile da armare, leggera per la partenza dall’acqua e la strambata, maneggevole.
Una vela con 2 cam è naturalmente più pesante in manovra, più tecnica da armare, per via dei camber all’interno della tasca d’albero. Se la vela vi cade, la tasca, essendo leggermente più larga, fa entrare più acqua e la partenza dall’acqua, o il recupero della vela diventano più difficoltosi, almeno che non hai una buona tecnica.
Le vele normalmente hanno la stessa velocità di punta, cambia l’accelerazione nella raffica. Con i camber essendoci un profilo già formato, la vela accelera prima alleggerendosi nella raffica. La no cam ci mette quel attimo più ad accelerare, e nei venti molto rafficati potrebbe essere dunque avvantaggiata la 2 cam.
Ma se non si sono mai provato le vele con i camber è meglio non provarle.
Le no cam sono più che soddisfacenti!
Personalmente con la nostra AC-0 SLALOM NO CAM ho vinto l’italiano slalom nel 2007, dunque pensateci veramente se volete vele camberate per essere più veloci. Al contrario, se siete abituati ai camber, e non avete problemi, godetevi quel pizzico di accelerazione in più delle vele camberate.
Slalom Racing e Freestyle
Vela Slalom Racing rid.pngQuesta tipologia di vele le ho messe insieme perché sono le vele che richiedono un utilizzo molto specifico. Entrambe sono vele estreme e spesso meno divertenti se non si ha una tecnica più che buona. Se non si fanno regate slalom, o manovre super radicali da mal di testa, non c’è bisogno di queste vele.
Una vela da Freestyle normalmente è una vela limitata nell’andatura, rispetto alle altre tipologie. Studiata per essere estremamente comoda in manovra.
Siamo sicuri che il nostro livello di Freestyle sia più alto di una semplice vulcan, spock, helicopter tack?
Una vela slalom da competizione con 4 camber è un’ala rigida che per essere performante deve essere utilizzata in condizioni di sovrainvelatura. Dunque siamo sicuri che riusciamo a portare una vela di un metro o mezzo metro almeno più grande del solito ... altrimenti con una Slalom no cam si è più veloci!
Inoltre per armare queste vele bene oltre a prolunghe e cime buone, serve anche molta tecnica. Dunque prima di scegliere la vela per le nostre planate, valutiamo bene lo spot che frequentiamo, le condizioni che sono più frequenti, e il nostro vero livello di surfer.
Azzeccando la vela giusta, il divertimento è triplo!
Andrea Cucchi

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