AHD New Rebound 103 2009
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| Ciao a tutti è con estremo piacere che per la prima volta vado ad interpretare il ruolo di "presentatore" di una tavola. Fortunatamente la tavola da provare mi ha aiutato dato che trattandosi di un freewave è proprio il tipo di tavola che utilizzo maggiormente ed è un segmento di tavole che normalmente non offre soluzioni tecniche particolarmente innovative. Partiamo quindi proprio da questo principio: un freewave deve essere una tavola facile, versatile e di immediato utilizzo. Se la tavola non possiede queste caratteristiche allora parliamo di altro e non dovrebbe rientrare in questa categoria La tavola mi è arrivata direttamente dalla Francia, esattamente da Marsiglia dove si trova la base logistica dell’azienda. La produzione AHD attualmente è basata in Tunisia mentre la ricerca, lo sviluppo ed il test dei prodotti è svolto in Bretagna nel nord della Francia. Parliamo quindi di tavole realizzate e pensate per il nostro mercato e per le nostre condizioni ma testate in condizioni a volte brutali e radicali come quelle che investono la Bretagna. Ma veniamo al Rebound. |
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| Appena tirata fuori dall'imballo mi ha colpito la serigrafia molto colorata dallo stile “etnico” e aggressivo ben lontano dagli azzurroni di qualche decina d’anni fa. Forse qualcuno potrà arricciare il naso rispetto allo stile essenziale con carbon a vista che adesso va per la maggiore ma sicuramente la tavola si fa notare sia in acqua che in spiaggia. Non mi è piaciuto l’antisdrucciolo un po’ troppo “grosso”e opaco alla vista ma ai fatti molto efficace in acqua. Si nota l’assenza della indicazione delle misure sulla coperta. Ecco sotto il profilo della cura dei piccoli particolari grafici/estetici delle superfici si potrebbe fare di più. Ma parliamo di questioni non di sostanza che però feriscono il mio critico e spiccato senso estetico! La tavola è fornita con straps prodotte da AHD anche queste inizialmente dall’aspetto molto semplice ma all’uso comode e morbide. La regolazione è di tipo tradizionale con velcri sovrapposti. La tavola presenta dei volumi abbastanza ben equilibrati e bilanciati su tutta la superficie, la poppa ha un buon volume che aiuta nell’entrata in planata e si chiude con un “round pin” per facilitare ulteriormente la partenza e la velocità nelle manovre. Il Rebound risulta essere abbastanza piatto con uno scoop non eccessivo, questo aspetto aiuta non poco nella velocità che in acqua è stata una delle caratteristiche che più mi ha sorpreso. |
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| Le misure sono quelle “standard” per una tavola di questo genere 248 x 63 e un one foot off di 39 cm. La carena mostra un doppio concavo su tutta la lunghezza della tavola. Le straps sono piuttosto centrali ed a poppa c’è la possibilità di mettere la singola o la doppia straps. Per ogni strap ci sono tre posizioni da poter scegliere. Lo shape è stato curato da Pascal Gerber, la costruzione è in Monocoque Double Sandwich, il peso dichiarato dal costruttore di 6,5 kg, è esattamente quello misurato di persona con la bilancia. Un peso direi ottimo per il volume della tavola. La pinna di serie è una Select abbastanza dritta per i miei gusti così per non crearmi troppi imbarazzi l’ho sostituita nel test con una MFC freewave da 28. In acqua la tavola si comporta in maniera perfetta per il suo uso. Se dovessi sintetizzare in una parola è facilità: facilità nel far entrare la tavola in planata e fargli prendere velocità, facilità nella strambata e nelle manovre. |
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| Ho usato la tavola al lago di Bracciano ( ma un "non luogo" per testare questo tipo di tavola !) e molto più a lungo in una giornata choppposa alla Punta di S.Agostino. Quindi poche onde da saltare e comunque di poca sostanza. Nelle occasioni in cui sono riuscito a staccare la tavola, gli atterraggi sono sempre stati morbidi e la tavola non ha mai dato segno di andare in spin-off riprendendo facilmente la planata. Parliamo come detto in premessa di una tavola freewave. In questa categorie di tavole diciamo che le differenze di shape sono oramai molto minime e quindi le tavole tendono molto ad assomigliarsi. Quello che risulta essere molto importante è quindi la versatilità, la facilità d’uso e le qualità costruttive. Il primo aspetto non sono ancora riuscito ad apprezzarlo dato che l’ho usata solo due volte, mentre sotto il profilo della facilità d’uso posso tranquillamente affermare che la tavola centra in pieno il suo obiettivo. |
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Sotto il profilo costruttivo l’impressione è buona ed il peso è già una garanzia, ovviamente solo il tempo potrà darmi una risposta precisa per quanto riguarda le proprietà meccaniche e la resistenza agli urti. Per ora mi fido dello storico marchio che si è sempre distinto per uso di tecnologie innovative e qualità. P |
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