Challenger K Onda 5.3 2008
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| Qualche cenno storico sulla vela è d’obbligo prima di proporvi il test 2008. L’anno 2005, e stato per la veleria di Senigallia l’anno del mono film Xply specchiato, ma questo è solo l’inizio di una lunga serie di cambiamenti che vedranno, col tempo cambiare e migliorare la wave di punta della Challengersails. Dopo anni di monofilm trasparente, arricchito da ferzi più o meno colorati, alla challenger era giunta l’ora di dare un cambio netto alla produzione. La continua ricerca e lo sviluppo dei materiali, ha spinto Claudio Badiali, sail designer Challenger a sperimentare un nuovo tipo di monofilm Xply, per dare al prodotto finito un look e una resistenza superiore. L’ idea era buona e la vela aveva un look veramente azzeccato, fu li che nacque la mia collaborazione con la Challenger, che continua ancora oggi con ottimi risultati. |
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| L’anno dopo in vacanza ebbi la possibilità di provare i prototipi della linea 2006 , che Cesare Cantagalli stava testando, pochi bordi, e capii che la vela era stata cambiata radicalmente, tornato a riva chiesi a Cesare Cantagalli se la vela era stata tagliata male, visto che le stecche non toccavano più sull’albero ma si fermavano poco prima, Cesare mi guardò e mi disse:”stiamo studiando un nuovo sistema di stecche per i modelli wave e Freeryde, questo sistema migliora la rotazione delle stecche e rende la vela più stabile e meno faticosa sulle braccia” .... era nato il sistema FBS |
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| Nel 2007 le vele venivano riviste e migliorate nei materiali, l’Xply trasparente lasciava il posto ad un nuovo e più morbido, Xply bianco con filamenti argentati, le stecche venivano rese più morbide in punta, per favorire ancora di più la già eccellente rotazione delle stecche e dare alla vela un po’ più di tiro specialmente con vento al limite. La grande C che nei modelli 2006 era stata integrata nella struttura della vela stessa, veniva spostata e posizionata in modo esteticamente più gradevole. |
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| Giunti al 2008, la veleria challenger ha nuovamente rivisto e corretto la sua vela di punta per la disciplina wave, il progetto della k onda rimane sempre lo stesso,una vela solida, super bilanciata e da prezzo competitivo. Dal punto di vista grafico la K onda 2008 a subito grossi cambiamenti, tutti mirati a migliorare l’aspetto estetico,e non solo. In dettaglio. Con il nuovo anno la challengersails , ha anche cambiato la sede di produzione delle sue vele, che rimane come per la precedente in Cina, dove si producono la maggioranza delle vele che finiscono nelle nostre mani. Il modello 08 porta in eredità molte delle caratteristiche che hanno fatto la fortuna dei modelli precedenti. Ma come per le stagioni precedenti Claudio badiali velaio della Challengersails, ha fatto i doverosi cambiamenti alla nuova K onda, migliorando la tasca d’albero, sia nella curva che nel materiale, che ora e più robusto e resistente alle abrasioni causate anche dall’asfalto, rivisto anche il giro d’albero, con il modello 08 è possibile raggiungere il giusto trim della vela con meno fatica e con più precisione; di conseguenza sono state ritoccate anche le stecche, ora meno flessibili in punta,nuovi i tendi stecca e nuovi rinforzi in base ,bugna e top, nuova anche la regolazione del top stesso che nei modelli delle serie precedenti non permetteva un trim ottimale. |
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| Il nuovo ,monofilm Xply, e ora disponibile in due varianti di colore, rosso e blu. Anche le parti soggette a sfregamento sono state rinforzate, e nei punti di maggior contatto tipo il grip della tavola sono stati inseriti dei profili gommati cuciti direttamente sulla vela,cambiata anche la parte in gomma della base, ora più spessa e morbida. Rimangono anche per questa stagione,il comodo paracolpi di base costruito in thermoform, dove al suo interno trova posto una comoda tasca per riporre pezzi di scotta e chiave per tendere le stecche. |
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| Consigli per il trim Come detto precedentemente uso questa vela sia in condizioni wave con vento side che on shore, e anche in tutte le mie uscita freestyle, armata con l’albero consigliato il modello 400 Needle plus 100% carbon la vela è facile da trimmare. La vela se correttamente armata non presenta nessuna piega, come regola base, e bene sapere che per tutta la serie partendo dal 2006, fino all’attuale modello 2008, le K onda vanno cazzate di carica basso fino a che la seconda stecca partendo dalla penna non si allenti. Poi si può passare alla tensione della bugna, che di norma non deve mai essere troppo positiva, basterà tenderla fino a che premendo sulla parte dove si trova il rinforzo ”quello dove si trovano i due occhielli” non tocchi il boma dalla parte opposta. All’ aumentare del vento dovrete tendere la vela ripartendo dal carica basso e poi rifare il tutto come descritto sopra, lievi tensioni di bugna sono tollerate ma bastano pochi centimetri di troppo per rendere la vela moto nervosa. |
| Prova in acqua Provata in vari spot la K Onda 08, dà il massimo il condizioni di vento side , non importa quanto sia grande l’onda e forte il vento, la dinamica del twist lavora talmente bene, che potete dimenticarvi della vela e concentrarvi solo sul bottom, sulle onde la grande e comoda finestra in mono film Xply trasparente permette sempre di tenere sotto controllo l’onda, senza inutili spostamenti del corpo. L’equilibrio generale della K Onda permette di tirare bottom veloci e controllati, nei salti il moderato tiro della vela permette con poca fatica di saltare alto e di controllare al meglio tutta la fase aerea senza troppi sbilanciamenti e correzioni, usata come vela freestyle permette grazie al taglio della base e al boma corto di fare tutte le manovre in maniera veloce e fluida. La K onda 2008 in condizioni On shore si disimpegna bene e rimane nella media delle vele side di qualità, permettendo sempre ottime surfate. In alternativa per i surfer che prediligono il tiro sulla vela wave, la veleria Challenger ha in catalogo la Bash, vela puramente On Shore voluta da Cesare Cantagalli, e indirizzata ad un pubblico che preferisce una vela più potente. |
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Impressioni e commenti sulla vela di Alessandro "Vikingo" |
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