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Test Gas Fins Twinzer Mega |
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Scritto da Luca Castrichella (Cluca)
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lunedì 04 gennaio 2010 |
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Fluidità, Morbidezza e Velocità : in una parola Gas Fins MTwinzer
Grazie al Team GasFins nelle persone di Simone e Giorgio e al supporto di WSR, ho avuto modo di testare queste pinne.
Il test, fortunatamente e’ stato lungo e variegato : 1 Mese in Brasile + parecchie uscite “toste” qui .
Diciamo subito che appena entrati in contatto con il prodotto, la qualità percepita è notevole. Tutto G10 ricavato dal pieno levigate maniacalmente e carbonio, lucide come l’avorio insomma una goduria.
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Il test e’ stato fatto con il mio RRD Twin Wave 82 con vele dalla 5,2 e 4,7 . Onda dai due metri e mezzo al metro . La misura da me scelta e’ stata la 16,5
Togliamoci subito il primo sassolino dalla scarpa: in molti sostengono che il prodotto in oggetto è solo una copia di un prodotto analogo Hawaiiano.
Diciamo che le idée sono contagiose, questo si, le similitudini sono evidenti, ma di più c’e’ il know how che la Gas Fins vanta come “artigiani della materia”, i materiali usati ed i tools a Controllo Numerico per la lavorazione.
A questo aggiungiamoci che atleti del calibro di Andrea Rosati (Wave e Slalom ) e Nicola Spadea (Freestyle) hanno e stanno collaborando allo sviluppo delle pinne in maniera costante e soprattutto a stretto contatto con l’R&D di GasFins. Si narra che Andrea abbia testato decine di pinne riportando innumerevoli dati, migliorie evidenziando limiti e punti positivi .
Il risultato oggi, dal mio punto di vista e’ radente la perfezione (anche se resto in attesa diprovare le nuove Elix)
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Ma entriamo nei dettagli. Il termine di paragone e’ con le MFC TWIN di serie sul mio RRD
Planata :
L’entrata in planata e’ un pelino anticipata, ma di fatto si sa’ che il TwinWave e’ molto planante quindi grosse differenze non ne ho sentite .
Bolina :
Differenze che pero’ fin dal primo bordo si sento sulla bolina che risulta essere superiore e molto efficace soprattutto quando si e’ sopra-invelati: in molti saprete che la tavola Twinzer soffre un po’ la sopra-invelatura in quanto non riuscendo ad opporre con le pinne una forza alla spinta della vela tende un po’ a derapare di lato . Con le Mtwinzer questo lato “negativo” viene quasi totalmente assorbito.
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Spin-Out :
Considerate che ho forzato molto con il piede posteriore per mandare la tavola in spin-out ed il risulato anche qui e’ stato sorprendente: le pinne tengono molto di più e soprattutto la perdita di aderenza avviene di colpo meno “telefonata” che con le MFC.
In questo caso basta solo spostare di nuovo il peso in avanti che la tavola riprende il sua assetto naturale …guidata su un binario.
Andatura e Strambata :
In andatura la tavola e’ veloce, bolina e sembra “libera” sull’acqua.
Alla prima strambata si capische che sotto la carena c’e’ un prodotto al top: la sensazione di “binario” rimane intatta, ma si sente la tavola meno frenata piu’ fluida, tanto da poter chiudere numerose strambate in planata, senza quindi perdere velocita’ ….
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Tra le Onde :
Beh diciamo che su questo versante l’accoppiata TwinWave e MFC e’ un riferimento, quindi ero proprio curioso di vedere cosa sarebbe successo con le GasFins
Sostanzialmente la velocita’ e’ il primo aspetto che colpisce, senza togliere nulla alla precisone ed al controllo. Il senso di accellerazione che la tavola Twinzwer dava risulta ora amplificato . Si scende ripidi dall’onda e si va di bottom-turn velocissimi, ma il bello viene nel cut-back: con le MFC doveva essere molto morbido con il rischio di perdere la tavola al “posteriore” e partendo in un 360. L’Oman mi aveva fatto scoprire questo aspetto del Twinzer e mi ero abituato a non forzare troppo.
Ora invece il limite si e’ alzato restituendo la sensazione che il mono-pinna dava; certo se si forza anche le Gas vanno via, ma prima di cio’ ri-vedrete uscire gli spruzzi dale vs. poppe.
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Insomma, sono davvero entusiasta di questo prodotto e siccome le MFC anche se di serie non sono le ultime arrivate sul mercato ho cercato di capire da profano il perche’ di queste differenze.
Specifiche :
L’angolo di attacco e il max thickness è un pelo piu’ stretto per accentuare questa sensazione di “liberta” della tavola e di scivolare sull’acqua senza freni.
In particolare il thickness spostato un pelo in avanti permette di opporre piu’ resistenza all’acqua.
La forma particolare, di fatto aumenta la resistenza laterale all’acqua permettendo di spostare piu’ in alto il punto di spin-out.
Un'altra differenza e’ che la MFC hanno un flex praticamente inesistente, qui invece si sente al tatto la parte terminale flettere a fronte di una minima pressione delle dita.
Il materiale FULL G10 Carbon, chiude la partita. La qualita’ e vermante al top.
Conclusioni :
Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal prodotto, ma soprattutto pensavo che il mio Twinzwer fosse gia perfetto, ma così non era .
Diciamo che le Gas Fins hanno esaltato il comportamento della tavola aumentandone le performance di un buon 40% .
Tutto perfetto ? Due nei li ho trovati :
- Le pinne, un po’ per gli spessori (minimi in alcuni punti), un po’ per la “dolcezza” del materiale sono estremamente delicate. Sconsigliate per I maldestri e a chi piace finire a rocce .
- La scassa Chinoox delle RRD e’ un po’ diversa dalle altre causando durante l’avvitamento della pinna un rialzamento della stessa al posteriore. Questo causa una non perfetta perpendicolarita’ tra pinna e piano carena . Ma quando ne ho parlato con lo staff Gas Fins, erano già a conoscenza del problema risolto con la versione definitiva del prodotto (le mie pinne di fatto erano una pre-serie)
Vi lascio una confidenza :
Mi hanno chiamato al telefono i ragazzi della GasFins per chiedermi che impressioni avessi ricevuto e sostanzialmente ho raccontato a voce quel che ho scritto qui . Dopo un po’ ho capito che dall’altra parte del telefono stavano compilando una scheda con i miei feedback per compararla con altre e procedere con l’R&D . Beh i ragazzi sono nuovi sul mercato, ma direi che sono partiti proprio con il piede giusto .
Luca |
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