Test Tabou Quadster 85
IL TEST E’ STATO ESEGUITO SOTTO L’OCCHIO VIGILE DI UN ADDETTO AI LAVORI D’ECCEZIONE.
Premetto che il mio non è un test da professionista, bensì trattasi di una serie di impressioni e sensazioni da appassionato . Ve ne parlerò come se fossimo in spiaggia.Il mio peso e’ di 77kg , e di conseguenza le valutazioni successive sono conformi al mio livello , al mio stile ed al mio peso . La prima cosa che salta agli occhi del Quadster è la grafica accattivante, che potrebbe sembrare una mossa di marketing , bhè credetemi seppur bellissima non esprime tutta l’aggressività che il quadster tira fuori solo nel suo ambiente naturale… il mare.Il test è durato circa un mese nelle più disparate condizioni possibili tanto per non lasciare nulla al caso:
- Mauritius: le condizioni sono state dall’on-shore e onda grossa e lenta di Manawa , passando per Little e Camel dove le condizioni sono molto più europee quindi vento side on-shore e onda choppata . Per finire sul super One Eye in condizioni decisamente off- shore con onda velocissima e glassy ai limiti del close out.
- Costa Laziale: Civitavecchia , Banzai , Torre Flavia , Cala della Morte il playground locale ;-) E le mie conclusioni sono che il Tabou Quadster può essere definito in 4 semplici parole:
REATTIVO
VELOCE
PUNTUALE
INCISIVO e con unica parola FACILE
Il Quadster ha la particolare caratteristica che può essere utilizzata in due modalità quad e truster, le scasse slot box, ne permettono un veloce cambio di assetto. La numerosità delle scasse non ne inficia il peso collocandola tra le più leggere della sua categoria . La tavola viene fornita dei relativi tappi in plastica per “coprire” le scasse non utilizzate . Le pinne Zinger sono di ottima shape e leggerezza, e sono ben 5 … ed io per non farmi mancare nulla le ho provate entrambi le configurazioni , in tutte le condizioni.
QUAD
Nella modalità quad da il massimo in tutte le condizioni, quasi a pensare che questa sia la “Configurazione” con la C maiuscola: a Manawa dove la curva fino alla base dell’onda e la risalita velocissima nella parte verticale è importante per sfoggiare un buon cut back, l’ho trovata stupefacente.
Il vento on shore non ne ha modificato il comportamento, a Little e a Camel in condizioni molto simili a quelle delle nostre coste, mi ha dato grandissime soddisfazioni, dal momento della bolina all’inizio del bottom molto stretto accellera vertiginosamente permettendo di entrare verticali nel punto preciso in cui decidi di fare la tua manovra senza ritardarne il timing, questa velocità unita alla precisione la rende una tavola facilissima che permette di fare areal a go go anche in condizioni non proprio ottimali. La conferma l’ho avuta nelle varie uscite sulla costa laziale. La dinamicità che questa tavola sa trasmettere e’ estenuante : si e’ sempre protagonisti , su qualsiasi onda!
A One Eye , c’e’ stata la prova del fuoco . E’ nella condizione down the line e veritcalità dell’onda, che mette a dura prova parecchie tavole della categoria, che il Quadster ha dato il suo massimo sia con onda sopra i tre metri sia in condizioni inferiori. Incredibile : più ce ne e’ e più il Quadster sale in cattedra !
L’ho provata in entrambi i casi e con vento sia al limite che soprainvelato, la tavola ha reagito perfettamente, credevo fosse grossa per condizioni così radicali invece gli 85 lt non si sentono minimamente e l’ outline unito alle 4 pinne ne garantisce un’ottima tenuta anche sulla parete praticamente verticale e tubante . Il bottom in questa condizione è facilitato da una buona velocità e buona tenuta così come i cut back che possono essere sparati con tutta la potenza possibile senza perdere aderenza se si vuole, la tavola tiene fino all’estremo. Praticamente un surf da onda!
Ho trovato la versione QUAD ottima anche per saltare, permette di passare sopra le schiume in massima velocità e sicurezza senza il rischio di eventuali spin out e sulla parete verticale dell’onda permette di premere il più possibile con i piedi per puntare verso l’alto. La compattezza della tavola permette rotazioni e atterraggi perfetti…sensazione che avevo un po’ perso con i twinzer.
THRUSTER
La modalità thruster la tavola e’ differente , mantenendo intatte le caratteristiche di facilità estrema e perfezione nei salti.
Nelle condizioni On e side da il massimo mentre soffriva un po’ a one eye sul down the line perdendo velocità e controllo, ma in tutte le altre condizioni ha reagito benissimo, unica pecca a mio avviso la poca incisività nei cut back, o per lo meno non come la versione quad . Le curve disegnate in questa configurazione,infatti sono molto piu morbide .
TRIM
Io l’ho trimmata con straps centrate sulla tavola e sul secondo buco partendo da poppa .Tipica caratteristica Tabou , è la possibilità di montare le straps anteriori con un differente angolo rispetto alla linea di mezzadria . La mia scelta e’ stata quella di metterle piu “chiuse” possibili , avvitate sul secondo tassello partendo da poppa. La straps posteriore ha le doppie viti per “blindarla” al cut back .
Il piedino al centro del track e le due pinne laterali un po’ avanzate, mentre le centrali un pelo verso la poppa.
Il primo giorno il cacciavite sarà il vostro compagno di viaggio ma poi trovato l’assetto avrete una tavola quasi personalizzata.
Test by Marco Caratelli - Caratz Special thank’s WHITE REEF
Photo @Paolo Box Boccianti @Carla Grandi
Tabou Web Site
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