GAS FINS: How It?s Made
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In questi giorni di cippa imperiale, mi sono dedicato alla visita della Factory della GasFins a Roma.
E’ stata l’occasione di vedere come nasce una pinna. Beh la prima risposta a questa domanda è: “dalla passione” . Gas Fin nasce due anni fa da un’idea di tre amici: Andrea Sterbini (Kiter ) , Simone Todini (windsurfista , kiter ,designer ) e Giorgio Marcatili (Surfista e Kiter, ma soprattutto ingegnere Aereonautico, specializzato nella progettazione di macchine CNC ). Il trio, ci mette veramente l’anima oltre che il tempo ed il denaro . |
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Simone Todini controlla lo spessore con il calibro
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Giorgio e Andrea a lavoro nella Factory
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La seconda considerazione e’ che le idee e l’intraprendenza pagano.
Il mercato delle pinne è veramente un mercato di nicchia, ed in questa nicchia blasonati marchi occupano oramai tutti gli spazi. Investire e credere in questo settore denota veramente passione e tenacia. La Gas Fin produce pinne da Windsurf, da Kite e da Surf da Onda. Pinne che ricoprono sempre più un ruolo strategico per il miglioramento delle performance dei ns. windsurf (soprattutto con l’avvento delle tavole multi fins) Allora cominciamo con il primo step, l’intuizione: si parte da un idea, mettendo in sinergia atleti, promoter e tecnici. Atleti del calibro di Andrea Rosati, Nicola Spadea, Matteo Spanu, Mattia Fabrizi e appassionati come Alessio Angeli e Roberto DaCosta. Per le pinne, la parte sulla quale si lavora di piu e’ quella dei profili: Il profilo è la parte fondamentale nello sviluppo di una pinna, si puo’ paragonare ad un’ala di un aero. Molti progettisti di pinne si affidano ai classici profili NACA a cui apportano personali modifiche dovute a sensazioni od intuizioni. In questi due anni, in GasFins si e’ lavorato su parametri matematici che trovano riscontro nei principi dell'idrodinamica e dell'ingegneria, realizzando un profilo tutto particolare che poi viene applicato nelle pinne; I confronti con altri prodotti sono stati positivi, riscontrando una resa superiore rispetto a quelli tradizionali. Per la prima volta si sommano velocita’, manovrabilita’ e valori di bolina straordinari. |
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Giorgio alla macchina a controllo numerico (CNC)
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Nesting
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Quindi vengono creati dei prototipi che saranno distribuiti ad una selezionata cerchia di persone. Il compito di quest’ultime è di provarle nelle più svariate condizioni e di dare dei feedback al reparto R&D .
Questa parte e’ molto interessante perche i prototipi sono messi a disposizione a diversi atleti e promoter che rappresentano a 360° i surfisti attuali . Quindi sia grazie al contributo dell’atleta super tecnico che dell’appassionato, si riescono a stabilire i criteri di funzionamento e la collocazione nel mercato di un determinato prodotto . Ulteriori prototipi vengono prodotti a valle di questi processi con lo scopo di arrivare al prodotto ottimale che coniughi innovazione performance e usabilità . Il prodotto finale che poi viene individuato, viene industrializzato per la produzione di serie. Le fasi di produzione possono essere cosi riassunte : Progettazione 3d su Personal Computer, grazie ad un software Cad. Il disegno richiede un notevole sforzo perché non esiste una “base dati” di partenza, ma tutto viene creato da zero, e credetemi che realizzare al computer un disegno 3d che renda “materia” un idea e’ davvero incredibile quanto complesso. |
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Le pinne "escono" dalla lastra di G10
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La serigrafia
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La pinna o le pinne disegnate, vengono poi, grazie ad un altro software, posizionate all’interno di una lastra G10 o G10/Carbon per ottenere il minor sfrido possibile (residui della lavorazione) . Tale processo e’ chiamato “Nesting”
Per info www.gasfins.it
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