Il Perfetto Sconosciuto

Scritto da Roberto Da Costa.

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo di Roberto Da Costa pubblicato su Windnews

Bene cari amici di Windnews, dopo tanti raccontini (in questo modo, alcuni simpaticoni che ho conosciuto girando qua è là per le varie località, definiscono i miei articoli che parlano dei vari spot del Lazio), questo mese vi dò alcuni consigli su come diventare, o almeno provare a diventare, un bravo promoter. Io comincerei da quando per puro caso mi sono messo in testa di comperare una tavola da windsurf.

Era il lontano 1988 +-” praticamente una vita fa”, ricordo con piacere quei giorni, la voglia di cominciare e di progredire in fretta era tanta. All'epoca lavoravo come commesso in un negozio di bike, e le uniche ferie concesse erano nel periodo estivo.
Vista la voglia ed il crescente interesse che avevo per questo favoloso sport alla prima occasione sono andato in Sardegna per migliorare il mio scarsissimo livello. Partenza da Civitavecchia direzione Olbia con al seguito: tavola Bic Samba 320, vela 5,4 Delta, albero super plastica, boma nuovo e mutino.
Carico tutto sulla Panda 750, compresa Giovanna che poco dopo ha avuto anche il coraggio di diventare mia moglie. Arrivo al porto di Olbia ed il maestrale spazzava furioso.
Il pomeriggio, dopo essere arrivato sulla spiaggia di Murta Maria, armo il tutto e comincio a planare. Dopo due ore di botti, esco dall'acqua, e un tipo con dei capelli lunghi e biondi si avvicina e mi dice: “Ciao da dove vieni?…” “Vengo da Roma, perché?” “No nulla, ti guardavo ed ero incuriosito, sono tre ore che tiri su la vela e ricadi in acqua ... certo che ne devi avere di voglia eh?...” ”Si!! Ma non sò neanche io dove trovo tutta questa voglia, ma, so solo che devo imparare in fretta e bene”. Il tipo mi saluta e mi dice: “Domani fatti vedere in spiaggia che ti do qualche dritta”. L’indomani puntuale mi presento in spiaggia, ad attendermi c’era lui ed il maestrale sparava come una belva.
Mentre armo, lo vedo entrare e spararsi una strambata superba .... ca..zo !! Ma chi è questo tipo? Esce dall’acqua e mi dice ... sei pronto?? Yesss!! Siamo stati tutto il giorno in acqua a provare e riprovare, mai faticato tanto come in quel giorno. Porto con me ancora un caro e doloroso ricordo, uno stiramento al deltoide sinistro. Ma cari amici, posso confermare che dopo quella giornata di windsurf in compagnia di quel tipo simpatico, non solo ho imparato qualche buon trucco per strambare meglio, ma non ho neanche più smesso di navigare. Anzi, ogni giornata di vento, è per me come se fosse la prima volta, e tutt’oggi, ad ogni strambate mi ritorna in mente quel simpatico surfero biondo, che non ho più visto e che ringrazio immensamente per i consigli ed il tempo che mi ha dedicato.

Bene!! raccontino finito. Questa premessa mi è servita per farvi capire con quale spirito si deve affrontare questo meraviglioso sport, ed è anche l’unico che permette ad ogni buon surfer di progredire; ovviamente ognuno di noi ha i suoi limiti e le sue limitazioni, ma sappiate che se volete veramente diventare promoter o aspiranti tali ... la strada è tutta in salita.

Il promoter questo sconosciuto

Regola n.ro1
: serietà!! Eh si amici miei, di promoter c’è ne sono veramente tanti, ma solo quelli seri e bravi possono aspirare a diventare veri promoter. Non basta saper fare back loop e forward stellari per potersi guadagnare la fiducia delle aziende, l’arma vincente per un promoter è la serietà, “qualità rarissima oggi giorno”.
Quando mi prese la voglia di diventare promoter, circa 7 anni fa, nella mia zona, Roma e dintorni, ne esistevano già parecchi. Una serie di soggetti alquanto curiosi che in spiaggia pur di vendere tavole e vele sparavano delle ca .... te mostruose, ma veramente cose assurde e, mentre loro sparavano le ca .... ze io pensavo: “Ma è possibile che in questo sport esistono solo certi tipi?”. Passarono tre anni e le cose fortunatamente cambiarono, e fortunatamente, stanno ancora cambiando, come per magia, anno dopo anno quei soggetti tutto fumo e nulla più, sono spariti. Alla soglia del 2010 le aziende sono dovute ricorrere per forza di cose alla vendita diretta, questo grazie alla scarsissima serietà dei precedenti promoters.Negozianti inclusi!!

Regola n.ro.2 Metteteci la faccia!! E non solo le chiacchiere!!!. È importante, per non dire essenziale, essere in grado di metterci la faccia a 360 gradi. Con questa affermazione potrei concludere così questo articolo, ma visto che molti credono che per far sì che lo sponsor sia contento basti fare due foto alla vela od alla tavola, beh, avete proprio capito male.
Le aziende pretendono una certa continuità di rapporti, cosa che solo chi veramente crede in quello che fà, può fare.
Per darvi una mezza idea di quello che dico vi basti sapere che il sottoscritto è attivo da 7 anni e solo da tre utilizza il cartaceo per promuovere i marchi che utilizza.
Internet , mezzo sublime di divulgazione, è sicuramente anche l’unico che rimarrà in piedi nel giro di 10 anni. Scoperto tempo fa grazie alla gentile concessione di un amico, lo utilizzo con frequenza per far vedere in tempo reale i prodotti ai futuri acquirenti: anche questo favoloso mezzo però va utilizzato e valutato caso per caso, meglio dire sito per sito.
Non tutti i siti hanno lo stesso ritorno d’immagine, infatti, i vari amministratori favoriscono, e fanno benissimo, quelli che nel tempo hanno una certa continuità di contenuti, anche qui vale lo stesso discorso fatto precedentemente, serietà!!
Regola n.ro 3: ilmateriale. La scelta delle ditte da promuovere è ampia e variegata. Un buon promoter deve sapersi imporre con marchi che nella sua zona hanno poca visibilità, meglio dire che per qualche causa non riescono a vendere . A vendere tavole e vele di marchi utilizati dai top 10 del PWA e super publicizzati sono bravi tutti, il bello è saper proporre un prodotto valido ma che per scelta non viene publicizato adeguatamente dalla stessa azienda.
L'acquirente finale fa la sua scelta, perchè spesso il professionista è già di suo una garanzia. Quest'ultimo dona al prodotto finale un effetto mistico, non vi nascondo che anche io in passato ho subito, ahime, questa mistica luce. Che poi il prodotto finale sia funzionale e anche, perchè no, graficamente bello da vedere, non dipende solo dalla bravura del pro, ma spesso è il frutto di un lavoro di più persone, "promoters compresi".
Dimenticavo ....  spesso anche le tavole più publicizzate non è detto che vadano bene. Hops sorry... sono andato fuori tema, non vorrei che qualche azienda o negozio si inc.... zi e mi tolga dalle sue preferenze.
Dove eravamo rimasti? Dicevo appunto, che se volete diventare bravi promoter dovete mettervi in primis le mani in tasca e tirare fuori i soldini, poi, solo dopo tanto lavoro in acqua e fuori, potete pretendere qualche cosina in uso dalle aziende che promuovete. Per la 4, 5, e 6 regola del buon promoter vi dò appuntamento ai prossimi articoli, non vi posso svelare tutto ora no... ?
Nell'attesa vi ricordo le prime tre regole: serietà, contenuti e materiali!
Bene prima di lasciarvi fatemi ringraziare chi pazientemente mese dopo mese mi da spazio e voce: windnews.it, windcam.it, boranucleare.com, windsurf-roma.it windpirus.com, surfare.com .

Ciao

Roberto

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