Le 1000 verit?: consigli per gli acquisti

Scritto da Giorgio Melli.

Con il preciso intento di difendere il consumatore e di conseguenza suggerire alle aziende una nuova e piu' onesta strategia commerciale, credo sia bene far luce su quegli aspetti del windsurf, a molti completamente oscuri, per non spendere una fortuna nel momento degli acquisti.

E' a tutti noto che nel commercio il famoso "prezzo di listino" è talvolta rigorosamente coincidente con il prezzo di acquisto e talvolta solo del tutto indicativo. Se ad esempio andiamo ad una bancarella di un mercato settimanale  per comprare una capo di abbigliamento, sappiamo gia' di aver buon margine di trattativa sul prezzo iniziando una colorata e simpatica trattativa col venditore. Se al contrario andiamo da Bulgari sulla Fifth Avenue di New York per comprare un orologio d'oro tempestato di diamanti, siamo certi di pagarlo esattamente quanto esso è prezzato, perché il Signor Costantino Bulgari trova poco elegante e professionale farci fessi e contenti: cioè non alza i prezzi per poi fare uno sconto. Comunque, all'interno di uno stesso settore merceologico esistono di norma prodotti sui quali si applicano lo  sconto ed altri su cui invece il prezzo è imposto e dunque non trattabile.

Vediamo ora cosa succede nel mondo del windsurf.
Tutti i prodotti presenti sul mercato hanno ovviamente un loro prezzo di listino, ma tutti possono essere acquistati con almeno un 20% in meno, senza alcuna eccezione, e proprio questa mancata eccezione fa si che il prezzo di listino si configuri come una sorta di specchietto per allodole per far credere al cliente di aver risparmiato dei soldi.
Preso atto di ciò noi ci rivolgiamo al nostro negoziante di fiducia pretendendo almeno il 20% di sconto, sicuri almeno di stare nella media.

Nient'affatto, perché per risparmiare ancora di più basterà rivolgerci ad un atleta sponsorizzato che sarà in grado di fornirci quello stesso prodotto nuovo ad un prezzo più vantaggioso.
Ma quand'anche non conoscessimo alcun atleta, potremmo facilmente rivolgerci ad un intermediario, i cui prezzi sono notoriamente più bassi con la medesima qualità.
Infine, se neanche l'intermediario è tra le nostre conoscenze, nulla è ancora perduto, ci sono ancora le aziende o i distributori che con i loro furgoni carichi di attrezzatura se ne vanno di sovente negli spot più affollati per vendere, a prezzi stracciati, quello stesso prodotto che gli ignari spendaccioni hanno pagato fior di quattrini nel loro negozio di fiducia!

Se dunque un prodotto costa di listino 1.800,00 euro, qual è il suo reale valore di acquisto?
Forse il 25% o il 30% in meno, ma è difficile dirlo, perché questo mercato è in completo subbuglio, non ha regole, non ha etica e soprattutto non ha rispetto per i negozianti e i negozianti stessi non hanno rispetto tra di loro.
Un terribile caos legato alla lenta ed inesorabile diminuzione dei praticanti e ad una mancata capacità delle aziende di coordinarsi per garantire dei solidi punti di riferimento.

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